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Nei mari caldi dell’Indonesia, un’ombra enorme scivola appena sotto la superficie con la bocca spalancata. È lunga più di 18 metri, ma non c’è nulla da temere: è lo squalo balena, il pesce più grande del mondo. Più lungo di uno scuolabus e più pesante di venti automobili — supera le 20 tonnellate — questo gigante nuota lento e tranquillo, ed è uno degli animali più pacifici dell’oceano.
Il suo nome inganna un po’: lo squalo balena non è una balena, ma un vero squalo. Si chiama “balena” solo perché è enorme e perché mangia come i grandi cetacei, cioè filtrando l’acqua. La sua bocca gigantesca può aprirsi fino a un metro e mezzo, ma al suo interno non ci sono denti affilati pronti a mordere: questo gigante si nutre di plancton, cioè di minuscoli organismi, uova di pesce e piccoli crostacei che galleggiano nell’acqua.
Quando in superficie compare una nube di plancton o milioni di uova di pesce, lo squalo balena scivola piano proprio sotto il pelo dell’acqua con la bocca spalancata e “risucchia” tutto. A volte la sua schiena e le pinne spuntano addirittura fuori dall’acqua, mentre attraversa le zone più ricche di cibo. Gli scienziati chiamano questo modo di mangiare filtrazione: l’animale trattiene il cibo e lascia uscire solo l’acqua.
Lo squalo balena viaggia spesso in compagnia. Un piccolo pesce dorato, il carango dorato (Gnathanodon speciosus), lo segue nuotando vicino alla sua testa, soprattutto quando è giovane. Perché? Vicino a un gigante così è più al sicuro dai predatori, viaggia “gratis” sfruttando la corrente creata dal grande corpo e raccoglie gli avanzi del suo pasto. Lo squalo balena, dal canto suo, non ci guadagna e non ci perde nulla: gli scienziati chiamano questo tipo di convivenza commensalismo.
In un luogo speciale, la Baia di Cenderawasih in Indonesia, gli squali balena si radunano attorno ai bagan, piattaforme di legno galleggianti usate dai pescatori. Sotto queste piattaforme restano intrappolati piccoli pesci-esca, e i giganti hanno imparato a farsi trovare lì. Per evitare che rompano le reti, i pescatori lanciano loro qualche pesciolino: così questi animali enormi si mettono quasi in verticale per mangiare gli avanzi, sotto gli occhi meravigliati di chi li osserva.
Il nome scientifico dello squalo balena è Rhincodon typus, che significa più o meno “gigante ricoperto di stelle“. E il motivo è bellissimo: la sua pelle scura è punteggiata di macchie bianche disposte in modo unico per ogni esemplare, proprio come le nostre impronte digitali.
I biologi marini sono riusciti a sfruttare questa caratteristica in modo geniale: usano un programma nato per il telescopio spaziale Hubble, quello che serviva a misurare le distanze tra le stelle e le galassie, per “leggere” le macchie sulla pelle dello squalo. Così possono riconoscere ogni singolo animale e seguirlo per anni, scoprendo dove viaggia e come vive. Un gigante degli oceani studiato con gli strumenti dello spazio: la natura, a volte, sa essere davvero sorprendente.
Fonte: Minden pictures
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